È per questo che una persona astuta, vedendo ciò che è bene per se stessa, deve esaminare l’insegnamento in maniera lungimirante, e venirne purificato. Sāriputta è pieno di saggezza, etica, e pace. Persino un monaco che ha attraversato può al massimo uguagliarlo”. Questo è ciò che l’angioletto Anāthapiṇḍika disse. Poi si inchinò, e circumambulò il Buddha, mantenendolo alla propria destra, prima di sparire sul posto. Poi, passata la notte, il Buddha raccontò ai monaci ciò che era accaduto. “Monaci, stanotte, un certo angioletto glorioso, illuminando tutto il Bosco di Jeta, venne da me, si inchinò, rimase a lato, e recitò questi versetti in mia presenza”. Il Buddha ripetè tutti i versetti.