Discorsi connessi: Il capitolo con i versi
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 15 · Page 38
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Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Rājagaha, nel parco dei cervi di Maddakucchi. In quell’occasione il piede del Buddha era stato tagliato da una scheggia. Il Buddha era colpito da dolori strazianti; sensazioni fisiche dolorose, pungenti, severe, acute, spiacevoli, e sgradevoli. Ma sopportava impassibile, con consapevolezza e presenza mentale. Allora stese il proprio mantello piegato in quattro e si sdraiò nella posizione del leone, sul lato destro, posizionando un piede sopra l’altro, consapevole e presente, concentrandosi sull’idea di alzarsi. Poi, a notte fonda, sette angeli gloriosi della Schiera dalle Cento Gioie, illuminando tutto il Maddakucchi, andarono dal Buddha, si inchinarono, e rimasero a lato. Rimanendo in piedi a lato, un angelo espresse questo aforisma in presenza del Buddha: “Che elefante che è l’asceta Gotama, Signore! E come un elefante, sopporta sensazioni fisiche dolorose, pungenti, severe, acute, spiacevoli, e sgradevoli, impassibile, con consapevolezza e presenza mentale”. Poi, un altro angelo espresse questo aforisma in presenza del Buddha: “Che leone che è l’asceta Gotama, Signore! E come un leone, sopporta sensazioni fisiche dolorose, pungenti, severe, acute, spiacevoli, e sgradevoli, impassibile, con consapevolezza e presenza mentale”.

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