“Certo che hai sentito, imparato, prestato attenzione, e ricordato bene questo. Ora, come allora, dimoro spesso nella dimora del vuoto. Considera questo palazzo della madre di Migāra. È vuoto di elefanti, mucche, cavalli, e cavalle; di oro e soldi; e di assembramenti di uomini e donne. C’è solo ciò di cui non è vuoto, vale a dire, la sola comunità monastica. Allo stesso modo, un monaco, ignorando la percezione del villaggio e la percezione della gente, si concentra sulla sola percezione della natura. La sua mente fa un salto di qualità, ottiene fiducia, si stabilizza, e diventa decisa riguardo alla percezione della natura. Comprende: ‘Qui non c’è stress dovuto alla percezione del villaggio o alla percezione della gente. C’è solo un rimasuglio di stress, vale a dire, la sola percezione della natura’. Comprende: ‘Questo campo percettivo è vuoto della percezione del villaggio. È vuoto della percezione della gente. C’è solo ciò di cui non è vuoto, vale a dire, la sola percezione della natura’. E quindi lo ritiene vuoto di ciò che non c’è, ma riguardo a ciò che rimane comprende che è presente. È così che il vuoto si manifesta in lui, genuino, senza distorsioni, e puro.