Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 320
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Monaci, immaginate una persona che lancia un giogo con un solo buco nell’oceano. Il vento dell’est lo sposta a ovest; il vento dell’ovest lo sposta a est; il vento del nord lo sposta a sud; e il vento del sud lo sposta a nord. E c’è una tartaruga con un occhio solo che emerge in superficie ogni cento anni. Cosa ne pensate, monaci? Quella tartaruga con un occhio solo infilerebbe il collo nel buco di quel giogo?” “No, Signore. Solo dopo molto tempo, Signore, se mai accadesse” “Quella tartaruga con un occhio solo infilerebbe il collo nel buco di quel giogo prima che uno stolto che è caduto in un regno inferiore rinasca come essere umano, dico io. Perché questo? Perché in quel posto non esiste condotta morale con principi, e non esistono azioni buone e sane. Si cacciano solo a vicenda, predando sui deboli. E immaginate che quello stolto, dopo molto tempo, torni nel regno umano. Rinascerebbe in una famiglia di bassa classe sociale, di becchini, di cacciatori, di coltivatori di bambù, di carrai, o di spazzini. Le famiglie così sono povere, con poco da mangiare o da bere, dove la vita è dura, e il cibo e un riparo sono difficili da trovare. E sarebbe brutto, brutto da vedere, deforme, malaticcio, con un occhio solo, storpio, zoppo, o mezzo paralizzato. Non otterrebbe cibo, bevande, vestiti, e veicoli; collane, profumi, e trucchi; o letto, casa, e luce. E fa cose immorali attraverso corpo, parola, e mente. Alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, rinascerebbe in un posto di perdizione, un brutto posto, in un regno inferiore, all’inferno.

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