Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Sāvatthī, nel Monastero Orientale, il palazzo della madre di Migāra. Poi il bramino Moggallāna il Contabile andò dal Buddha e ci scambiò saluti. Una volta che i saluti e le cordialità terminarono, si sedette a lato e disse al Buddha: “Signor Gotama, in questo palazzo si vede progresso graduale fino all’ultimo gradino delle scale. Tra i bramini si vede progresso graduale nella recitazione. Tra i tiratori con l’arco si vede progresso graduale nel tiro con l’arco. Tra noi contabili, che ci guadagniamo da vivere attraverso la contabilità, si vede progresso graduale in matematica. Poiché quando prendiamo un apprendista, prima lo facciamo contare: ‘Un uno, due due, tre tre, quattro quattro, cinque cinque, sei sei, sette sette, otto otto, nove nove, dieci dieci’. Lo facciamo contare persino fino a cento. È possibile descrivere in maniera simile un addestramento graduale, del progresso graduale, e della pratica graduale in questo insegnamento e addestramento?”