Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 36
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Ora, considerate gli asceti e i bramini la cui opinione è che il Sé e il cosmo non sono eterni, o sia eterni che non eterni, o né eterni né non eterni, o limitati, o illimitati, o sia limitati che illimitati, o né limitati né illimitati, o di percezione unificata, o di percezione diversificata, o di percezione limitata, o di percezione illimitata, o che non provano altro che felicità, o che non provano altro che sofferenza, o che provano sia felicità che sofferenza, o che non provano né felicità né sofferenza. È semplicemente impossibile che abbiano conoscenza personale di questo in maniera pura e luminosa, e lo dicono solo per fede, preferenza, trasmissione orale, linea di ragionamento, o accettazione di un’opinione dopo deliberazione. Ma in assenza di conoscenza personale pura e luminosa, persino la porzione di conoscenza da cui sono illuminati è attaccamento da parte loro. ‘Tutto questo è formato da attività ed è grossolano. Ma esiste la cessazione delle attività: quello è reale’. Comprendendo questo e vedendo la fuga da esso, il Realizzato è andato oltre tutto ciò.

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