Inoltre, un discepolo nobile riflette: ‘I piaceri dei sensi in questa vita e nelle prossime, le percezioni sensuali in questa vita e nelle prossime, la materia in questa vita e nelle prossime, le percezioni della materia in questa vita e nelle prossime, le percezioni dell’imperturbabile, e le percezioni della dimensione del nulla, sono tutte percezioni. Dove cessano senza che ne rimanga nulla è pace, è sublime, vale a dire, la dimensione della né percezione né non-percezione’. Praticando in questo modo e dimorando spesso così, la sua mente diventa fiduciosa in quella dimensione. Essendo fiduciosa, ottiene la dimensione della né percezione né non-percezione ora, o viene liberato attraverso saggezza. Alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, è possibile che la sua coscienza lo conduca a rinascere nella dimensione della né percezione né non-percezione. Questa è la prima pratica adatta a raggiungere la dimensione della né percezione né non-percezione”.