Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 532
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Se gli erranti di altre religioni dovessero chiedervi: ‘Ma che ragioni e prove avete riguardo a quei venerabili per dire: “Chiaramente quei venerabili sono liberi da avidità, odio, e illusione, o stanno praticando per esserne liberi”?’ Dovete rispondere loro: ‘È perché quei venerabili frequentano ripari remoti nella natura e nella foresta. In quei posti non ci sono forme percepite dall’occhio da vedere e in cui indulgere, non ci sono suoni percepiti dall’orecchio da sentire e in cui indulgere, non ci sono odori percepiti dal naso da fiutare e in cui indulgere, non ci sono sapori percepiti dalla lingua da gustare e in cui indulgere, e non ci sono tocchi percepiti dal corpo con i quali entrare in contatto e in cui indulgere. Queste sono le ragioni e le prove che abbiamo riguardo a quei venerabili per dire: “Chiaramente quei venerabili sono liberi da avidità, odio, e illusione, o stanno praticando per esserne liberi”’. Se interrogati così dagli erranti di altre religioni, è così che dovete rispondere loro”. Una volta che ebbe parlato, i bramini e i laici di Nagaravinda dissero al Buddha: “Eccellente, Signor Gotama! Eccellente! Immagini che qualcuno raddrizzi ciò che è capovolto, o riveli ciò che è nascosto, o indichi il cammino a chi si è perso, o regga una lampada al buio pensando: ‘Che chi ha occhi buoni possa vedere forme’. Allo stesso modo il Signor Gotama ha reso l’insegnamento chiaro in vari modi. Prendiamo rifugio nel Signor Gotama, nell’insegnamento, e nella comunità monastica. Da oggi in poi, che il Signor Gotama si ricordi di noi come discepoli laici che hanno preso rifugio a vita”. Il discorso sulla purificazione della questua

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