E cos’è la pena ulteriore? È quando un monaco accusa un monaco di un’offesa seria, la cui pena è l’espulsione o quasi: ‘Venerabile, ricordi di aver compiuto un tipo di offesa seria la cui pena è l’espulsione o quasi?’ Lui dice: ‘No, fratello, non ricordo di aver commesso tale offesa’. Ma anche se lui cerca di dileguarsi, i monaci perseguono la questione: ‘Sicuramente il venerabile ricorda se ha compiuto un tipo di offesa seria la cui pena è l’espulsione o quasi!’ Lui dice: ‘Fratelli, non ricordo di aver commesso un’offesa di quel genere. Ma ricordo di aver commesso un’offesa leggera’. Ma anche se lui cerca di dileguarsi, i monaci perseguono la questione: ‘Sicuramente il venerabile si ricorda benissimo se ha compiuto un tipo di offesa seria la cui pena è l’espulsione o quasi!’ Lui dice: ‘Fratelli, ho ammesso di aver compiuto un’offesa leggera anche se non mi è stato chiesto. Per quale motivo non ammetterei un’offesa seria quando mi viene chiesto?’ Gli dicono: ‘Non avresti ammesso l’offesa leggera se non te l’avessimo chiesto, quindi per quale motivo ammetteresti un’offesa seria? Sicuramente il venerabile si ricorda benissimo se ha compiuto un tipo di offesa seria la cui pena è l’espulsione o quasi!’ Lui dice: ‘Fratello, ricordo di aver compiuto un tipo di offesa seria la cui pena è l’espulsione o quasi. Ho parlato troppo presto quando ho detto che non la ricordavo’. Questa è la pena ulteriore. Ed è così che certi procedimenti disciplinari vengono risolti, vale a dire, attraverso pena ulteriore. E cos’è il sorvolare come se si coprisse qualcosa con del fieno? È quando i monaci discutono, litigano, e bisticciano in continuazione, facendo e dicendo molte cose inappropriate per un asceta. Quei monaci devono sedersi insieme in armonia. Un monaco competente dalla parte di una fazione deve alzarsi dal proprio posto, sistemarsi l’abito su una spalla, alzare le mani giunte, e informare la comunità: