“Cosa ne pensi, Rāhula? L’occhio è permanente o impermanente?” “Impermanente, Signore” “Ma se è impermanente, è insoddisfacente o soddisfacente?” “Insoddisfacente, Signore” “Ma se è impermanente, insoddisfacente, e soggetto a decadere, è adatto a essere considerato così: ‘Questo è mio, io sono questo, questo è il mio Sé’?” “No, Signore” “Cosa ne pensi, Rāhula? Le forme sono permanenti o impermanenti?” “Impermanenti, Signore” “Ma se sono impermanenti, sono insoddisfacenti o soddisfacenti?” “Insoddisfacenti, Signore” “Ma se sono impermanenti, insoddisfacenti, e soggette a decadere, sono adatte a essere considerate così: ‘Questo è mio, io sono questo, questo è il mio Sé’?” “No, Signore” “Cosa ne pensi, Rāhula? La coscienza visiva è permanente o impermanente?” “Impermanente, Signore” “Ma se è impermanente, è insoddisfacente o soddisfacente?” “Insoddisfacente, Signore” “Ma se è impermanente, insoddisfacente, e soggetta a decadere, è adatta a essere considerata così: