Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 315
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Detto ciò, uno dei monaci chiese al Buddha: “Ma, Signore, è possibile usare una similitudine?” “È possibile”, disse il Buddha. “Immagina che arrestino un bandito, un criminale, e lo presentino al re, dicendo: ‘Sua Maestà, questo è un bandito, un criminale. Lo punisca come vuole’. Il re dice: “Andate, miei uomini, e di mattina colpite quest’uomo con cento lance!’ Gli uomini del re fanno come lui ha ordinato. Poi a mezzogiorno il re dice: ‘Miei uomini, come sta quell’uomo?’ ‘È ancora vivo, Sua Maestà’. Il re dice: “Andate, miei uomini, a mezzogiorno colpite quest’uomo con cento lance!’ Gli uomini del re fanno come lui ha ordinato. Poi la sera il re dice: ‘Miei uomini, come sta quell’uomo?’ ‘È ancora vivo, Sua Maestà’. Il re dice: “Andate, miei uomini, la sera colpite quest’uomo con cento lance!’ Gli uomini del re fanno come lui ha ordinato. Cosa ne pensate, monaci? Quell’uomo non proverebbe dolore e angoscia nel venire colpito da trecento lance?” “Signore, quell’uomo proverebbe dolore e angoscia nel venire colpito da una lancia, figuriamoci trecento!” Allora il Buddha, raccogliendo una pietra delle dimensioni del proprio palmo, si rivolse ai monaci: “Cosa ne pensate, monaci? Cos’è più grande: la pietra delle dimensioni del mio palmo che ho raccolto, o l’Himalaya, il re delle montagne?” ‘Signore, la pietra che ha raccolto è piccola. Rispetto all’Himalaya non conta niente, nemmeno una frazione, non c’è confronto” “Allo stesso modo, rispetto alla sofferenza dell’inferno, il dolore e angoscia provati da quell’uomo nel venire colpito da trecento lance non conta niente, nemmeno una frazione, non c’è confronto.

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