Detto ciò, quegli asceti giainisti mi dissero: ‘Fratello, l’asceta Giainista del clan Ñātika sostiene di essere onnisciente e onniveggente, di sapere e vedere ogni cosa senza eccezione, così: “Conoscenza e visione sono costantemente e continuamente presenti in me, mentre cammino, sto in piedi, dormo, e sono sveglio”. Dice: “Oh, asceti giainisti, avere compiuto azioni malvagie in vite passate. Espiatele attraverso queste penitenze dure ed estenuanti. E una volta che vi conterrete da tali azioni di corpo, parola, e mente nel presente, non starete compiendo alcuna azione cattiva per il futuro. Quindi, eliminando le azioni passate attraverso la mortificazione fervente, e non compiendo alcuna nuova azione, non rimane niente per il futuro. Non rimanendo niente per il futuro, le azioni si eliminano. Con l’eliminazione delle azioni, la sofferenza viene eliminata . Con l’eliminazione della sofferenza, le sensazioni vengono eliminate. E con l’eliminazione delle sensazioni, ogni sofferenza sarà espiata”. Noi approviamo questo, lo accettiamo, e ne siamo soddisfatti’. Detto ciò, io dissi loro: ‘Queste cinque cose a volte si dimostrano sbagliate. Quali cinque? Fede, preferenza, trasmissione orale, linea di ragionamento, e accettazione di un’opinione dopo deliberazione. Queste sono le cinque cose che a volte si dimostrano sbagliate. In questo caso, quale fede avete nel vostro maestro in relazione al passato? Che preferenza, trasmissione orale, linea di ragionamento, o accettazione di un’opinione dopo deliberazione?’ Quando dissi questo, non vidi alcuna difesa legittima della loro dottrina da parte dei giainisti.