‘Quindi, fratelli giainisti, si direbbe che non sappiate per certo che siete esisti in passato, e che non è vero che non siete esistiti; che avete compiuto azioni malvagie in passato; che avete compiuto questa o quella cattiva azione; che così tanta sofferenza è già stata espiata, o che così tanta sofferenza rimane da espiare, o che una volta che tanta sofferenza sarà espiata ogni sofferenza sarà espiata; e non sapete della possibilità di abbandonare cattive qualità nella vita presente e di sposare buone qualità. In questo caso, non è opportuno da parte dei venerabili giainisti dichiarare questo: “Tutto ciò che questo individuo prova, piacevole, doloroso, o neutro, è determinato dalle proprie azioni passate. …”