Quando un monaco respira facendo esperienza della mente, o rallegrando la mente, o concentrando la mente, o liberando la mente, in quel momento dimora contemplando un aspetto della mente, fervido, presente, e consapevole, senza attrazione o fastidio nei confronti del mondo. Non c’è sviluppo della consapevolezza del respiro per chi è inconsapevole e senza presenza mentale, dico io. È per questo che in quel momento un monaco dimora contemplando un aspetto della mente, fervido, presente, e consapevole, senza attrazione o fastidio nei confronti del mondo. Quando un monaco respira osservando l’impermanenza, o osservando lo svanire dell’avidità, o osservando la cessazione, o osservando il distacco, in quel momento dimora contemplando un aspetto dei fenomeni, fervido, presente, e consapevole, senza attrazione o fastidio nei confronti del mondo. Avendo visto con saggezza l’abbandono di attrazione e fastidio, osserva attentamente con equanimità. È per questo che in quel momento un monaco dimora contemplando un aspetto dei fenomeni, fervido, presente, e consapevole, senza attrazione o fastidio nei confronti del mondo. È così che la consapevolezza del respiro, se sviluppata e coltivata, adempie le quattro basi della consapevolezza.