Mentre un monaco dimora in questa dimora, se la sua mente è incline a parlare, pensa: ‘Non userò il tipo di linguaggio vile, crudo, ordinario, ignobile, e senza motivo. Quel linguaggio non porta alla disillusione, allo svanire dell’avidità, alla cessazione, alla pace, alla conoscenza diretta, al risveglio, e all’estinzione. Vale a dire: conversazioni su re, banditi, e ministri; conversazioni su eserciti, minacce, e guerre; conversazioni su cibo, bevande, vestiti, e letti; conversazioni su collane e profumi; conversazioni su famiglia, veicoli, villaggi, cittadine, città, e Paesi; conversazioni su donne ed eroi, conversazioni da strada e pettegolezzi; conversazioni sui defunti, chiacchiere; storie di terra e mare; e conversazioni sull’esistenza in questo o quello stato’. Così è consapevole della situazione. ‘Ma prenderò parte a conversazioni riguardo all’austerità che aiutano ad aprire il cuore, e che portano esclusivamente alla disillusione, allo svanire dell’avidità, alla cessazione, alla pace, alla conoscenza diretta, al risveglio, e all’estinzione. Vale a dire, conversazioni riguardo all’avere pochi desideri, alla soddisfazione con poco, all’isolamento, al ritiro, all’attivare energia, all’etica, alla concentrazione, alla saggezza, alla libertà, e alla conoscenza e visione della libertà’. Così è consapevole della situazione. Mentre un monaco dimora in questa dimora, se la sua mente è incline a pensare, pensa: ‘Non penserò il tipo di pensiero vile, crudo, ordinario, ignobile, e senza motivo. Quei pensieri non portano alla disillusione, allo svanire dell’avidità, alla cessazione, alla pace, alla conoscenza diretta, al risveglio, e all’estinzione. Vale a dire: pensieri sensuali, pensieri malevoli, e pensieri crudeli’. Così è consapevole della situazione. ‘Ma penserò il tipo di pensiero nobile ed emancipante, che porta chi lo pratica alla completa eliminazione della sofferenza. Vale a dire, pensieri di rinuncia, pensieri benevoli, e pensieri innocenti’. Così è consapevole della situazione.