Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 417
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Inoltre, con lo svanire dell’euforia, dimorando con equanimità, consapevole e presente, toccando con mano la felicità di cui i nobili dichiarano: ‘Equanime e consapevole, egli dimora nella felicità’, un monaco raggiunge e dimora nella terza estasi. Quando la coscienza insegue quell’equanimità, legata, attaccata, e incatenata alla gratificazione in quell’equanimità, si dice che la mente sia incastrata verso l’interno. Inoltre, abbandonando piacere e dolore, e mettendo fine ad allegria e tristezza precedenti, senza piacere o dolore, con pura equanimità e consapevolezza, un monaco raggiunge e dimora nella quarta estasi. Quando la coscienza insegue quella sensazione neutra, legata, attaccata, e incatenata alla gratificazione in quella sensazione neutra, si dice che la mente sia incastrata verso l’interno. Così la coscienza si dice sia incastrata verso l’interno. E com’è che la coscienza si dice non sia incastrata verso l’interno? È quando un monaco che, sufficientemente isolato dai piaceri dei sensi, isolato da cattive qualità, con pensiero e valutazione, ed euforia e felicità nate dall’isolamento, raggiunge e dimora nella prima estasi. Quando la coscienza non insegue quell’euforia e felicità nate dell’isolamento, non legata, attaccata, o incatenata alla gratificazione in quell’euforia e felicità nate dall’isolamento, si dice che la mente non sia incastrata verso l’interno.

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