Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 267
เข้าสู่ระบบเพื่อคั่นหน้า

Una volta che l’elefante selvaggio accetta la paglia, il foraggio, e l’acqua, l’addestratore sa: ‘Ora l’elefante selvaggio sopravviverà!’ Allora gli dà altri compiti: ‘Prendi questo, signor elefante! Mettilo giù, signor elefante!’ Una volta che l’elefante selvaggio prende e mette giù quando l’addestratore glielo dice, seguendo le istruzioni, l’addestratore gli dà altri compiti: ‘Avanti, signor elefante! Indietro, signor elefante!’ Una volta che l’elefante selvaggio va avanti e indietro quando l’addestratore glielo dice, seguendo le istruzioni, l’addestratore gli dà altri compiti: ‘In piedi, signor elefante! Seduto, signor elefante!’ Una volta che l’elefante selvaggio si alza e si siede quando l’addestratore glielo dice, seguendo le istruzioni, l’addestratore prepara il compito chiamato “imperturbabilità”. Gli allaccia una grossa piastra alla proboscide; un lanciere gli punta il collo; altri lancieri lo circondano da tutti i lati; e l’addestratore stesso si mette davanti a lui con una lunga lancia. Mentre pratica questo compito, l’elefante non muove le zampe anteriori, le zampe posteriori, il davanti, il dietro, la testa, le orecchie, le zanne, la coda, o la proboscide. L’elefante maschio selvaggio sopporta di venire colpito da lance, spade, frecce, e asce; sopporta il tuono dei tamburi, dei timpani, dei corni, e dei cembali. Libero da imperfezioni e pecche, ed epurato da difetti, è degno di un re, idoneo a servire un re, e considerato un fattore reale.

เข้าสู่ระบบเพื่อรับ ๒๐ แต้มบุญจากการอ่านหน้านี้