Discorsi medi: Gli ultimi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 14 · Page 289
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Non è che quegli dei pensano: ‘Ciò che abbiamo è permanente, duraturo, ed eterno’. Piuttosto, ciò a cui si attaccano, è da quello che traggono piacere. È come quando le mosche si fanno trasportare su un bastone o in un cestino. Non è che pensano: ‘Ciò che abbiamo è permanente, duraturo, ed eterno’. Piuttosto, ciò a cui si attaccano, è da quello che traggono piacere. Allo stesso modo, non è che quegli dei pensano: ‘Ciò che abbiamo è permanente, duraturo, ed eterno’. Piuttosto, ciò a cui si attaccano, è da quello che traggono piacere”. Detto ciò, il Venerabile Sabhiya Kaccāna disse al Venerabile Anuruddha: “Bene, Signor Anuruddha! Ho un’altra domanda a riguardo: Tutti gli dei splendenti hanno splendore limitato, o alcuni hanno splendore illimitato?” “Riguardo a questo, fratello Kaccāna, alcuni dei hanno splendore limitato, mentre altri illimitato” “Qual è la causa, Signor Anuruddha, qual è il motivo per cui, quando quegli dei sono rinati sullo stesso livello, alcuni hanno splendore limitato, mentre altri illimitato?”

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