Il Re Yama gli dice: ‘Signore, non hai visto tra gli esseri umani quando i sovrani hanno arrestato un bandito, un criminale, e lo hanno sottoposto a varie punizioni: frustate, bastonate, e mazzate; taglio delle mani o dei piedi, o entrambi; taglio delle orecchie o del naso, o entrambi; la ‘pentola del porridge’, la ‘rasatura a conchiglia’, la ‘bocca del demone’, la ‘collana di fuoco’, la ‘mano che brucia’, la ‘torsione del giunco’, il ‘vestito di corteccia’, l’‘antilope’, l’‘uncino da carne’, le ‘monete’, il ‘cetriolo caustico’, la ‘barra che si torce’, la ‘stuoia di paglia’; gli viene versato addosso olio bollente, viene dato in pasto ai cani, viene impalato vivo, e viene decapitato?’ Lui dice: ‘L’ho visto, Signore’. Il Re Yama gli dice: ‘Signore, non ti è venuto in mente, essendo giudizioso e maturo: “Se chi compie azioni malvagie riceve tale punizione nella vita presente, chissà cosa gli succederà nella prossima; È meglio che compia del bene attraverso corpo, parola, e mente”?’ Lui dice: ‘Non l’ho fatto, Signore, sono stato negligente’. Il Re Yama gli dice: ‘Signore, poiché sei stato negligente, non hai compiuto del bene attraverso corpo, parola, e mente. Beh, ti puniranno sicuramente secondo la tua negligenza. Quelle azioni malvagie non sono state compiute da tua madre, padre, fratello, o sorella. Non sono state compiute da amici e colleghi, parenti e conoscenti, da asceti e bramini, o dagli esseri celesti. Quelle azioni malvagie sono state compiute proprio da te, e proprio tu farai esperienza del loro risultato’.