Detto ciò, dissi al diavolo: ‘Ti riconosco, Malvagio. Non pensare: “Non mi riconosce”. Tu sei il diavolo, il Malvagio. Non mi parli per premura, ma senza premura. Poiché pensi: “Coloro a cui l’asceta Gotama insegnerà andranno oltre la mia presa”. Coloro che prima di me hanno affermato di essere Buddha completamente risvegliati non erano davvero Buddha completamente risvegliati. Ma io lo sono. Il Realizzato è così, che insegni o no ai suoi discepoli. Il Realizzato è così, che presenti o no l’insegnamento ai suoi discepoli. Perché questo? Poiché il Realizzato ha abbandonato i contaminanti, le corruzioni che portano a vite future e che sono dannose, che risultano in sofferenza e futura nascita, vecchiaia, e morte. Li ha tagliati alla radice, resi come un ceppo di palma, e obliterati, in modo che non siano in grado di manifestarsi in futuro. Proprio come una palma con la corona tagliata è incapace di ulteriore crescita, il Realizzato ha abbandonato i contaminanti, le corruzioni che portano a vite future e che sono dannose, che risultano in sofferenza e nascita futura, vecchiaia, e morte. Li ha tagliati alla radice, resi come un ceppo di palma, e obliterati, in modo che non siano in grado di manifestarsi in futuro’”. E quindi, per il silenzio del diavolo, e per l’invito di Dio, il nome di questo discorso è “L’invito di Dio”. Il discorso del rimprovero al diavolo