Avrebbe senso attaccarsi a un’idea di Sè che non porti a tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia. Ma voi vedete un’idea di Sè così?” “No, Signore” “Bene, monaci. Nemmeno io vedo un’idea di Sè così. Avrebbe senso fare affidamento su una base per le opinioni che non porti a tristezza, lamento, dolore, malinconia, e angoscia. Ma voi vedete una base per le opinioni così?” “No, Signore” “Bene, monaci. Nemmeno io vedo una base per le opinioni così. Monaci, se il Sè esistesse, esisterebbe ‘ciò che appartiene al mio Sè’?” “Sì, Signore” “Se esistesse ciò che appartiene al Sè, esisterebbe ‘il mio Sè’?” “Sì, Signore” “Ma dato che il Sè e ciò che appartiene al Sè non si trovano da nessuna parte, questa base per le opinioni: ‘Il Sé e il cosmo sono la stessa cosa. Dopo la morte sarò permanente, perenne, eterno, indistruttibile, e durerò per sempre’, non è in tutto e per tutto un insegnamento da stolti?” “Come potrebbe non esserlo, Signore? È in tutto e per tutto un insegnamento da stolti” “Cosa ne pensate, monaci? La forma è permanente o impermanente?”