Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 266
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“Sciocco, quando mai mi hai sentito insegnare in quel modo? Non ho detto in vari modi che gli atti ostruttivi sono ostruttivi, e che ostruiscono veramente chi li compie? Ho detto che i piaceri dei sensi danno poca gratificazione e molta sofferenza e angoscia, e sono pieni di svantaggi. Con la similitudine dello scheletro … del pezzo di carne … della torcia di fieno … della fossa di braci ardenti … del sogno … dei beni in prestito … della frutta sull’albero … del coltello e il tagliere del macellaio … della spada pungente … della testa di serpente, ho detto che i piaceri dei sensi danno poca gratificazione e molta sofferenza e angoscia, e sono pieni di svantaggi. Ma comunque tu mi rappresenti male a causa della tua comprensione errata, crei danno a te stesso, e accumuli molto demerito. Questo sarà a tuo danno e sofferenza per molto tempo”. Poi il Buddha disse ai monaci: “Cosa ne pensate, monaci? Questo monaco Ariṭṭha ha acceso anche solo una scintilla di saggezza in questo insegnamento e addestramento?” “Come potrebbe essere così, Signore? No, Signore”. Detto ciò, Ariṭṭha rimase seduto in silenzio, imbarazzato, con spalle cadenti, abbattuto, depresso, senza dire nulla. Vedendo ciò, il Buddha disse: “Sciocco, sarai conosciuto per la tua idea dannosa. Interrogherò i monaci riguardo a questo”.

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