Conoscendo così e vedendo così, monaci, vi voltereste al passato, pensando: ‘Esistevamo in passato? Non esistevamo in passato? Cosa eravamo in passato? Come eravamo in passato? Dopo essere stati cosa, cosa siamo diventati in passato?’?” “No, Signore” “Conoscendo così e vedendo così, monaci, guardereste al futuro, pensando: ‘Esisteremo in futuro? Non esisteremo in futuro? Cosa saremo in futuro? Come saremo in futuro? Dopo essere stati cosa, cosa diventeremo in futuro?’?” “No, Signore” “Conoscendo così e vedendo così, monaci, sareste indecisi riguardo al presente, pensando: ‘Io sono? Io non sono? Cosa sono? Come sono? Questo essere senziente, da dove è venuto? E dove andrà?’?” “No, Signore” “Conoscendo così e vedendo così, monaci, direste: ‘Il nostro maestro è rispettato. Parliamo così per rispetto verso il nostro maestro’?” “No, Signore” “Conoscendo così e vedendo così, monaci, direste: ‘Il nostro asceta dice così. È solo per questo che parliamo così’?” “No, Signore”