Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 37
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Poi pensai: ‘Ci sono notti ritenute particolarmente portentose: la quattordicesima, quindicesima, e ottava del mezzo mese. In quelle notti, perché non sto in santuari terrificanti e da pelle d’oca in parchi, foreste e alberi? Dimorando lì magari potrò provare quella paura e terrore’. Qualche tempo dopo, feci così. Mentre ero lì, passava un cervo, o un pavone spezzava un rametto, o il vento faceva frusciare le foglie. Allora pensavo: ‘Ecco che arriva quella paura e terrore’ Poi pensai: ‘Perché medito sempre aspettandomi paura e terrore? Perché non mi sbarazzo di paura e terrore appena arrivano, rimanendo esattamente come sono al momento?’ Poi paura e terrore sorsero in me mentre camminavo. Non mi fermai, non mi sedetti, e non mi sdraiai finché non mi fui sbarazzato di quella paura e terrore mentre camminavo. Poi paura e terrore sorsero in me mentre ero in piedi. Non camminai, non mi sedetti, e non mi sdraiai finché non mi fui sbarazzato di quella paura e terrore mentre ero in piedi. Poi paura e terrore sorsero in me mentre ero seduto. Non mi sdraiai, non mi alzai, e non camminai finché non mi fui sbarazzato di quella paura e terrore mentre ero seduto. Poi paura e terrore sorsero in me mentre ero sdraiato. Non mi sedetti, non mi alzai, e non camminai finché non mi fui sbarazzato di quella paura e terrore mentre ero sdraiato. Ci sono asceti e bramini che percepiscono che è giorno quando in realtà è notte, o percepiscono che è notte quando in realtà è giorno. Io dico che questo sia dimorare nell’illusione. Io percepisco che è notte quando infatti è notte, e percepisco che è giorno quando infatti è giorno. E se c’è qualcuno riguardo a cui si può dire correttamente che un essere non influenzato dall’illusione sia apparso nel mondo per il benessere e la felicità della gente, per il beneficio, la prosperità, e la felicità di esseri celesti e umani, è di me che sarebbe da dire.

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