Una volta che il Venerabile Sāriputta ebbe parlato, il Venerabile Mahāmoggallāna gli disse: “Fratello Sāriputta, mi viene in mente una similitudine” “Allora parla pure come ti senti ispirato, Fratello Moggallānā” disse Sāriputta. “Fratello, una volta mi trovavo proprio qui a Rājagaha, a Giribbaja. Al mattino mi vestii e, prendendo la mia ciotola e abito, entrai a Rājagaha per l’elemosina. In quell’occasione Samīti il carraio stava piallando il bordo di una ruota da carro. L’asceta Ājīvaka Paṇḍuputta, che una volta era un carraio, era lì accanto, e gli venne questo pensiero: ‘Oh, spero che Samīti il carraio pialli le pieghe, curve, e difetti di questo bordo. Allora il bordo sarebbe senza imperfezioni, curve, e pecche, e rimarrà solamente il nucleo essenziale’. E Samīti piallò i difetti del bordo proprio come Paṇḍuputta aveva pensato. Quindi Paṇḍuputta espresse la propria contentezza: ‘Pialla come se conoscesse il mio cuore con il proprio cuore!’