Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 524
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E com’è che la condotta morale e con principio è quadruplice attraverso parola? È quando qualcuno evita di mentire. Viene convocato in consiglio, in assemblea, in riunione famigliare, in gilda, o alla corte reale, e gli viene chiesto di testimoniare: ‘Per favore, signore, dì ciò che sai’. Non sapendo, dice: ‘Non so’. Sapendo, dice: ‘So’. Non vedendo, dice: ‘Non vedo’. Vedendo, dice: ‘Vedo’. Quindi non mente deliberatamente a proprio beneficio, o a beneficio di qualcun altro, o per qualche ragione mondana banale. Evita di parlare in maniera divisiva. Non ripete in un posto ciò che ha sentito in un altro al fine di dividere le persone l’una contro l’altra. Al contrario, riconcilia coloro che sono divisi, supportando l’armonia, rallegrandosi nell’armonia, amando l’armonia, usando parole che promuovono armonia. Evita di parlare in maniera aspra. Parla in modo dolce, piacevole all’orecchio, amabile, che va dritto al cuore, gentile, piacevole, e gradevole alla gente. Evita di parlare senza motivo. Le sue parole sono opportune, vere, e significative, in linea con l’insegnamento e l’addestramento. Dice le cose al momento giusto, che hanno valore, sono ragionevoli, succinte, e benefiche. È così che la condotta morale e con principio è quadruplice attraverso parola. E com’è che la condotta morale e con principio è triplice attraverso mente? È quando qualcuno non è desideroso. Non desidera la ricchezza e gli averi altrui: ‘Oh, se solo i loro averi fossero miei!’ Ha una mente gentile e pensieri benevoli: ‘Che questi esseri viventi vivano liberi da inimicizia e malevolenza, senza problemi e felici!’

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