Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 271
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“Immaginate ci sia una persona che cammina per strada. Vede una grossa esondazione, la cui sponda vicina è incerta e pericolosa, mentre la sponda lontana è un rifugio privo di pericoli. Ma non c’è traghetto o ponte per attraversare. Allora pensa: ‘Perché non raccolgo fieno, legnetti, rami, e foglie, e costruisco una zattera? Usando la zattera, e pagaiando con mani e piedi, posso raggiungere la sponda lontana in maniera sicura’. E quindi fa esattamente questo. E una volta attraversato pensa: ‘Questa zattera mi è stata molto utile. Usando la zattera, e pagaiando con mani e piedi, ho raggiunto la sponda lontana in maniera sicura. Perché non la carico sulla testa, o la monto sulle spalle, e vado dove voglio?’ Cosa ne pensate, monaci? Quella persona farebbe ciò che si fa con una zattera?” “No, Signore” “E cosa, monaci, dovrebbe fare quella persona con la zattera? Una volta attraversato dovrebbe pensare: ‘Questa zattera mi è stata molto utile … Perché non la spiaggio su terra asciutta o la mando alla deriva sull’acqua e vado dove voglio?’ Questo è ciò che quella persona dovrebbe fare con la zattera. Allo stesso modo, vi ho spiegato come l’insegnamento sia simile a una zattera: è per attraversare, non per attaccarvici. Dato che vi ho spiegato come l’insegnamento sia simile a una zattera, comprenderete che persino gli insegnamenti sono da lasciar andare, figuriamoci ciò che è contro gli insegnamenti.

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