In quell’occasione circa cinquecento Licchavi erano radunati nel salone comunale per qualche faccenda. Quindi Saccaka andò da loro e disse: “Venite, Licchavī, venite! Oggi avrò una discussione con l’asceta Gotama. Se si attiene alla posizione che uno dei suoi noti discepoli mi ha dichiarato, un monaco di nome Assaji, lo affronterò in dibattito e lo trascinerò avanti e indietro e a destra e a sinistra, come un uomo forte che trascina una pecora soffice avanti e indietro e a destra e a sinistra! Affrontandolo in dibattito, lo trascinerò avanti e indietro e a destra e a sinistra, come un birraio che getta un grosso setaccio in un lago profondo, lo afferra dagli angoli, e o trascina avanti e indietro e a destra e a sinistra! Affrontandolo in dibattito, lo agiterò su e giù, e lo picchierò, come un birraio che prende un filtro dagli angoli e lo agita su e giù, e lo picchia! Giocherò a lavare le orecchie all’asceta Gotama, come un elefante di sessant’anni che si immerge in un profondo stagno di fiori di loto e gioca a lavarsi le orecchie! Venite, Licchavī, venite! Oggi avrò una discussione con l’asceta Gotama”. A ciò, alcuni dei Licchavi risposero: