Allora il Buddha si rivolse a un certo monaco: “Per favore, monaco, in mio nome dì a quei monaci che il maestro li convoca” “Sì, Signore”, rispose quel monaco. Andò da quei monaci e disse: “Venerabili, il maestro vi convoca” “Sì, fratello”, risposero quei monaci. Andarono dal Buddha, si inchinarono, e si sedettero a lato. Il Buddha disse loro: “È vero, monaci, che continuate a discutere, litigare, e bisticciare, ferendovi continuamente l’un l’altro con parole spinose? E che non riuscite a persuadervi l’un l’altro o a venire persuasi, né riuscite a convincere l’un l’altro o a venire convinti?” “Sì, Signore”, dissero loro. “Cosa ne pensate, monaci? Quando continuate a discutere, litigare, e bisticciare, ferendovi continuamente l’un l’altro con parole spinose, state trattando i vostri compagni spirituali con gentilezza attraverso corpo, parola, e mente, sia in pubblico che in privato?” “No, Signore” “Quindi sembra che quando continuate a discutere non vi state trattando con gentilezza.