Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Sāvatthī, nel bosco di Jeta, il monastero di Anāthapiṇḍika. Lì il Buddha si rivolse ai monaci: “Monaci!” “Venerabile Signore”, risposero i monaci. Il Buddha disse: “Una volta, monaci, mi trovavo vicino a Ukkaṭṭhā, nella foresta di Subhaga alla radice di un magnifico albero di sal. In quell’occasione il Dio Baka manteneva questa idea sbagliata e dannosa: ‘Questo è permanente, questo è perenne, questo è eterno, questo è completo, questo è imperituro. Poiché qui non si nasce, non si invecchia, non si muore, non si decede, e non ci si reincarna. E non si può trascendere questo posto. Sapevo ciò che il Dio Baka stava pensando. Tanto facilmente quando una persona forte che estende o contrae il proprio braccio, scomparii dalla foresta di Subhaga e riapparii nel regno di quel Dio. Baka mi vide arrivare da lontano. e disse: ‘Venga, buon signore! Benvenuto, buon signore! È molto tempo che non ha opportunità di venire qui. Poiché questo è permanente, questo è perenne, questo è eterno, questo è completo, questo è imperituro. Poiché qui non si nasce, non si invecchia, non si muore, non si decede, e non ci si reincarna. E non si può trascendere questo posto’.