Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 505
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Allo stesso modo, finché questi cinque impedimenti non vengono abbandonati dentro di sé, un monaco li reputa come un debito, una malattia, una prigione, la schiavitù, e una traversata del deserto. Ma una volta abbandonati questi cinque impedimenti dentro di sé, un monaco lo reputa come libertà dal debito, salute, libertà dalla prigione, dalla schiavitù, e un posto sicuro, finalmente. Abbandona questi cinque impedimenti, corruzioni della mente che indeboliscono la saggezza. Poi, sufficientemente isolato dai piaceri dei sensi, isolato da cattive qualità, con pensiero e valutazione, ed euforia e felicità nate dall’isolamento, raggiunge e dimora nella prima estasi. Imbeve, inzuppa, riempie, e infonde il proprio corpo di euforia e felicità nate dall’isolamento. Non c’è parte del corpo che non sia infusa di euforia e felicità nate dall’isolamento. È come quando un abile infermiere o il suo apprendista versa della polvere per il bagno in un piatto di bronzo, cospargendola poco a poco con dell’acqua. La impasta finché la palla di polvere per il bagno è imbevuta e satura di umidità, infusa perbene dentro e fuori; eppure l’umidità non trasuda. Allo stesso modo un monaco imbeve, inzuppa, riempie, e infonde il proprio corpo di euforia e felicità nate dall’isolamento. Non c’è parte del corpo che non sia infusa di euforia e felicità nate dall’isolamento.

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