Detto ciò, il Venerabile Puṇṇa disse al Venerabile Sāriputta: “Qual è il nome del venerabile? E come sei conosciuto tra i compagni spirituali?” “Fratello, il mio nome è Upatissa. E tra i miei compagni spirituali sono conosciuto come Sāriputta”. “Stavo consultando con il Venerabile Sāriputta, il discepolo degno di essere comparato al Maestro stesso! Se l’avessi saputo non avrei detto tanto. È incredibile, fratello, è strabiliante! Il Venerabile Sāriputta ha posto ogni domanda profonda punto dopo punto, come un discepolo colto che comprende correttamente le istruzioni del maestro. È una fortuna per i suoi compagni spirituali, una grande fortuna avere la possibilità di vedere il Venerabile Sāriputta e rendergli omaggio. Anche se lo vedessero e gli rendessero omaggio portandolo in giro sulla testa sopra un panno arrotolato, sarebbe comunque una grande fortuna per loro! Ed è una fortuna per me, una grande fortuna, avere la possibilità di vedere il venerabile e di porgli omaggio”. E così questi due giganti spirituali gioirono nelle loro buone parole reciproche. Il discorso sull’esca