Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 348
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Conoscendo e vedendo così, la sua mente viene liberata dai contaminanti dei piaceri dei sensi, dell’esistenza, e dell’ignoranza. Una volta libero, capisce di essere libero. Comprende: ‘La nascita è terminata, il percorso spirituale è stato completato, ciò che c’era da fare è stato fatto, non ci sarà più nulla di questo’. Questa, bramino, si chiama ‘impronta del Realizzato’, e anche ‘residuo del Realizzato’, e anche ‘segno del Realizzato’. A questo punto un discepolo nobile giunge alla conclusione: ‘Il Beato è un Buddha completamente risvegliato. L’insegnamento è spiegato bene. La comunità sta praticando bene’. Ed è a questo punto che la similitudine dell’impronta dell’elefante è completa in dettaglio”. Detto ciò, il bramino Jāṇussoṇi disse al Buddha: “Eccellente, Signor Gotama! Eccellente! Immagini che qualcuno raddrizzi ciò che è capovolto, o riveli ciò che è nascosto, o indichi il cammino a chi si è perso, o regga una lampada al buio pensando: ‘Che chi ha occhi buoni possa vedere forme’. Allo stesso modo il Signor Gotama ha reso l’insegnamento chiaro in vari modi. Prendo rifugio nel Signor Gotama, nell’insegnamento, e nella comunità monastica. Da oggi in poi, che il Signor Gotama si ricordi di me come un discepolo laico che ha preso rifugio a vita”. Il discorso più lungo della similitudine dell’impronta dell’elefante

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