Discorsi medi: I primi cinquanta
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 12 · Page 513
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E com’è che un monaco non pratica nel modo appropriato per un asceta? Qualsiasi monaco che non ha abbandonato desiderio, malevolenza, irritabilità, ostilità, disdegno, disprezzo, gelosia, avarizia, disonestà, inganno, desideri corrotti, e opinione sbagliata, non sta praticando nel modo appropriato per un asceta, dico io. Ed è a causa del non abbandonare queste macchie, difetti e lacune di un asceta, queste basi per luoghi di perdizione, di cui fare esperienza in posti brutti. Dico che il lasciare casa di un monaco così può essere paragonato a un tipo di arma letale a doppia lama, affilata con arsenico giallo, nascosta e avvolta in un mantello. Io dico che non ci si merita l’etichetta ‘indossatore di mantello’ solo perché si indossa un mantello. Non ci si merita l’etichetta ‘asceta nudo’ solo perché si vaga nudi. Non ci si merita l’etichetta ‘indossatore di polvere e sporco’ solo perché si è incrostati di polvere e sporco. Non ci si merita l’etichetta ‘battezzato’ solo perché ci si immerge nell’acqua. Non ci si merita l’etichetta ‘abitante della radice di un albero’ solo perché si abita alla radice di un albero. Non ci si merita l’etichetta ‘abitante all’aperto’ solo perché si abita all’aperto. Non ci si merita l’etichetta ‘rimanente in piedi’ solo perché si rimane continuamente in piedi. Non ci si merita l’etichetta ‘mangiatore a intervalli’ solo perché si mangia a intervalli regolari. Non ci si merita l’etichetta ‘recitatore’ solo perché si recitano gli inni. Non ci si merita l’etichetta ‘asceta coi dreadlock’ solo perché si hanno i dreadlock.

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