Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Rājagaha, nel bosco di bambù, il terreno dove gli scoiattoli venivano a mangiare. In quel periodo un monaco di foresta con comportamento da villaggio che si chiamava Gulissāni era venuto a stare con la comunità monastica per qualche faccenda. Lì il Venerabile Sāriputta parlò ai monaci di Gulissāni: “Fratelli, un monaco di foresta che viene a stare con la comunità monastica deve avere rispetto e venerazione per i propri compagni spirituali. Altrimenti alcuni diranno: ‘Che senso ha che questo venerabile di foresta stia solo e autonomo nella foresta, dato che non ha rispetto e venerazione per i propri compagni spirituali?’ È per questo che un monaco di foresta che viene a stare con la comunità monastica deve avere rispetto e venerazione per i propri compagni spirituali.