Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 281
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“Bene, Māgaṇḍiya. Nemmeno io. Al contrario, tutti gli asceti e bramini del passato, futuro, o presente che vivono liberi dalla brama, con mente in pace interiore, lo fanno dopo aver compreso secondo realtà l’origine, la fine, la gratificazione, lo svantaggio, e la fuga dai piaceri dei sensi, e dopo aver abbandonato la brama e scacciato la febbre per i piaceri dei sensi”. Poi in quell’occasione il Buddha espresse questo aforisma: “La salute è la benedizione suprema; l’estinzione la felicità suprema. Tra i percorsi, il supremo è l’ottuplice, è sicuro, e porta alla libertà dalla morte”. Detto ciò, Māgaṇḍiya gli disse: “È incredibile, Signor Gotama, è strabiliante! Quanto questo sia stato ben detto dal Signor Gotama! ‘La salute è la benedizione suprema; l’estinzione la felicità suprema’. Ho sentito che anche gli erranti del passato, i maestri dei maestri, dicevano: ‘La salute è la benedizione suprema; l’estinzione la felicità suprema’. E combacia, Signor Gotama” “Ma, Māgaṇḍiya, quando hai sentito che gli erranti del passato dicevano questo, cos’è quella salute? E cos’è quell’estinzione?” Detto ciò, Māgaṇḍiya si accarezzò gli arti con le mani, dicendo: “Questa è quella salute, Signor Gotama, questa è quell’estinzione! Poiché ora sono sano e felice, e non ho afflizioni”

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