Mangia per otto ragioni: ‘Non per piacere, indulgenza, estetica, o abbellimento, ma solo per sostenere questo corpo, per evitare danno, e sostenere il percorso spirituale. In questo modo, metterò fine a vecchio disagio e non darò origine a nuovo disagio, e dimorerò senza colpe e a mio agio’. Dopo mangiato, nel ricevere l’acqua per lavare la ciotola, non tiene la ciotola né troppo dritta, né troppo inclinata, né troppo stretta, né troppo sciolta. Non riceve né troppo poca acqua né troppa. Lava la ciotola senza fare rumore, né facendola girare. Non appoggia la ciotola per terra per lavarsi le mani; lava sia le mani che la ciotola allo stesso tempo. Non getta l’acqua con cui lava la ciotola né troppo lontano, né troppo vicino, né la fa schizzare qua e là. Dopo mangiato non appoggia la ciotola in terra troppo lontano, né troppo vicino. Non è disattento nei confronti della ciotola, né le dà troppe attenzioni. Dopo mangiato siede in silenzio per un po’, ma non aspetta troppo a recitare i versetti di ringraziamento. Dopo mangiato recita i versetti di ringraziamento senza criticare il pasto o aspettarsene un altro. Al contrario, educa, incoraggia, entusiasma, e ispira l’assemblea con un sermone. Poi si alza dal proprio posto e se ne va. Non cammina né troppo veloce, né troppo piano, senza volersene andare via.