Vedendo ciò, il Buddha gli disse: “Una volta, Assalāyana, sette veggenti bramini si stanziarono in capanne di foglie in una regione selvaggia. Mantenevano questa idea sbagliata e dannosa: ‘Solo i bramini sono la casta migliore; le altre caste sono inferiori. Solo i bramini sono una casta di luce; le altre caste sono oscure. Solo i bramini sono puri, gli altri no. Solo i bramini sono i figli legittimi di Dio, nati dalla sua bocca, nati da Dio, creati da Dio, eredi di Dio’. Il veggente Devala l’Oscuro sentì di ciò. Allora si sistemò capelli e barba, indossò gli abiti magenta e gli stivali, prese il bastone dorato, e apparve nel cortile dei sette veggenti bramini. Poi si mise a vagare per il cortile dicendo: ‘Dove, oh dove sono andati quei veggenti bramini? Dove, oh dove sono andati quei veggenti bramini?’ Allora quei bramini dissero: ‘Chi è questo che vaga per il cortile come uno zoticone di villaggio? Malediciamolo!’ Quindi maledissero Devala l’Oscuro: ‘Riduciti in cenere, schifoso! Riduciti in cenere, schifoso!’ Ma più i veggenti lo maledicevano, più Devala l’Oscuro diventava attraente, bello, e affascinante. Allora i bramini dissero: ‘Il nostro fervore è in vano! Il nostro percorso spirituale è inutile! Dato che quando maledicevamo qualcuno per farlo ridurre in cenere, veniva ridotto in cenere. Ma più malediciamo questo, più attraente, bello, e affascinante diventa’ ‘Signori, il vostro fervore non è in vano; il vostro percorso spirituale non è inutile. Per favore, lasciate andare la vostra malevolenza nei miei confronti’ ‘Lasciamo andare la nostra malevolenza nei tuoi confronti. Ma chi sei, signore?’ ‘Avete sentito del veggente Devala l’Oscuro?’ “Sì, signore’ ‘Sono io, signori’. Allora si avvicinarono a Devala e si inchinarono.