Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 361
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“E qual è, Udāyī, quella pratica fondata per realizzare un mondo di felicità perfetta?” “Signore, è quando qualcuno, lasciandosi alle spalle l’uccidere, si astiene dall’uccidere; lasciandosi alle spalle il rubare, si astiene dal rubare; lasciandosi alle spalle la condotta sessuale sbagliata, si astiene dalla condotta sessuale sbagliata; lasciandosi alle spalle il mentire, si astiene dal mentire. E in più intraprende un qualche tipo di mortificazione. Questa è la pratica fondata per realizzare un mondo di felicità perfetta” “Cosa ne pensi, Udāyī? Nel momento in cui qualcuno si sta astenendo dall’uccidere, il suo Sé è in perfetta felicità in quell’occasione, o prova sia felicità che sofferenza?” “Prova sia felicità che sofferenza” “Cosa ne pensi, Udāyī? Nel momento in cui qualcuno si sta astenendo dal rubare, il suo Sé è in perfetta felicità in quell’occasione, o prova sia felicità che sofferenza?” “Prova sia felicità che sofferenza” “Cosa ne pensi, Udāyī? Nel momento in cui qualcuno si sta astenendo dalla condotta sessuale sbagliata, il suo Sé è in perfetta felicità in quell’occasione, o prova sia felicità che sofferenza?” “Prova sia felicità che sofferenza” “Cosa ne pensi, Udāyī? Nel momento in cui qualcuno si sta astenendo dal mentire, il suo Sé è in perfetta felicità in quell’occasione, o prova sia felicità che sofferenza?” “Prova sia felicità che sofferenza” “Cosa ne pensi, Udāyī? Nel momento in cui qualcuno sta intraprendendo e seguendo un qualche tipo di mortificazione, il suo Sé è in perfetta felicità in quell’occasione, o prova sia felicità che sofferenza?” “Prova sia felicità che sofferenza” “Cosa ne pensi, Udāyī? Può un mondo di felicità perfetta venire realizzato facendo affidamento su una pratica di mista felicità e sofferenza?” “Il Beato ha tagliato corto la discussione! Il Santo ha tagliato corto la discussione!”

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