Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 625
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Una volta che il Venerabile Sāriputta fu rimasto sulle Colline Meridionali quanto voleva, si avviò verso Rājagaha. Passo dopo passo, giunse a Rājagaha, dove si fermò nel bosco di bambù, il terreno dove gli scoiattoli venivano a mangiare. Al mattino si vestì e, prendendo la propria ciotola e abito, entrò a Rājagaha per l’elemosina. In quell’occasione Dhanañjāni stava facendo mungere le proprie mucche in una stalla fuori città. Il Venerabile Sāriputta vagò per l’elemosina a Rājagaha. Dopo il pasto, al ritorno dalla questua, andò da Dhanañjāni. Vedendo il Venerabile Sāriputta arrivare da lontano, Dhanañjāni andò da lui e gli disse: “Ecco, Signor Sāriputta, beva del latte fresco prima dell’ora del pasto” “Basta, bramino, Il mio pasto è finito per oggi. Andrò alla radice di quell’albero per la dimora quotidiana. Vieni a trovarmi lì” “Sì, Signore”, rispose Dhanañjāni. Una volta che ebbe finito la colazione andò dal Venerabile Sāriputta e ci scambiò saluti. Una volta che i saluti e cordialità terminarono, si sedette a lato. Il Venerabile Sāriputta gli disse: “Spero tu sia diligente, Dhanañjāni” “Come potrei mai essere diligente, Signor Sāriputta? Devo mantenere mia madre e mio padre, mia moglie e i miei figli, e i miei servi e operai. E devo fare offerte appropriate ad amici e colleghi, a parenti e conoscenti, a ospiti, agli avi, agli esseri celesti, e al re. E anche questo corpo ha bisogno di ingrassare e di essere mantenuto”

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