“Una persona giudiziosa riflette sulla questione così: ‘Alcuni asceti e bramini dicono che non esiste esistenza totalmente immateriale, ma io non ho visto se è così. Alcuni asceti e bramini dicono che l’esistenza totalmente immateriale esiste, ma io non so se è così. Senza sapere o vedere, non sarebbe opportuno da parte mia prendere una posizione e dichiarare: “Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca”. Se quegli asceti e bramini che dicono che non esiste esistenza totalmente immateriale hanno ragione, è possibile che io rinasca infallibilmente tra gli angeli che possiedono forma di materia mentale. Se quegli asceti e bramini che dicono che l’esistenza totalmente immateriale esiste hanno ragione, è possibile che io rinasca infallibilmente tra gli angeli immateriali, fatti di percezione. Ora, a causa della materia, si vedono cose brutte: la presa di bastone e spada, litigi, discussioni, e dispute, accuse, linguaggio divisivo, e bugie. Ma queste cose non esistono dove è totalmente immateriale’. Riflettendo così, pratica semplicemente per la disillusione, per lo svanire dell’avidità, e per la cessazione nei confronti della materia. Ci sono asceti e bramini che sono di questa dottrina e opinione: ‘Non è possibile porre fine all’esistenza in maniera definitiva’. E ci sono asceti e bramini la cui dottrina è l’esatto opposto. Dicono: ‘È possibile porre fine all’esistenza in maniera definitiva’. Cosa ne pensate, laici? Queste dottrine non sono l’esatto opposto?” “Sì, Signore”