Il Re Koravya si rivolse al guardiacaccia: “Mio caro guardiacaccia, metti in ordine il parco del campo dei cervi. Andiamo lì a guardare il panorama” “Sì, Sua Maestà”, rispose il guardiacaccia. Mentre riordinava il campo dei cervi vide Raṭṭhapāla seduto per la dimora quotidiana. Vedendo ciò, andò dal re, e gli disse: “Il campo dei cervi è ordinato, sire. E il giovane di nome Raṭṭhapāla, il figlio di una famiglia eminente di Thullakoṭṭhika, di cui avete spesso parlato bene, è seduto alla radice di un albero per la dimora quotidiana” “Beh allora, mio buon guardiacaccia, il parco può bastare per oggi. Ora vado a rendere omaggio al Signor Raṭṭhapāla”. E poi il Re Koravya disse: “Dai via tutti i vari cibi che sono stati preparati”. Fece imbrigliare le migliori carrozze. Poi montò su una bella carrozza e, insieme ad altre belle carrozze, si avviò con sfarzo reale da Thullakoṭṭhika per andare a trovare Raṭṭhapāla. Andò in carrozza fino a quando il terreno lo permise, poi scese e si avvicinò a Raṭṭhapāla a piedi, insieme a un gruppo di ufficiali eminenti. Si scambiarono saluti, e, una volta che i saluti e le cordialità terminarono, si sedette a lato, e disse a Raṭṭhapāla: “Ecco qui, Maestro Raṭṭhapāla, si sieda su questo tappeto d’elefante” “Basta, grande re, sieditici tu. Io sono seduto al mio posto”. Allora il re si sedette sul posto preparato, e disse: