Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 656
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Quando il Buddha disse così, Subha si infastidì e si arrabbiò con lui a causa della similitudine della fila di uomini ciechi. Attaccò e insultò persino il Buddha stesso, dicendo: ‘‘Che l’asceta Gotama sia maledetto!” Disse al Buddha: “Signor Gotama, il bramino Pokkharasāti Upamañña della Foresta Subhaga dice: ‘Questo è esattamente quello che accade ad alcuni asceti e bramini. Dicono di possedere distinzioni sovrumane in conoscenza e visione degne dei nobili. Ma la loro dichiarazione si rivela essere uno scherzo, solo parole, vuote e vacue. Poiché come sarebbe mai possibile che un essere umano conosca, veda, o realizzi qualche distinzione sovrumana in conoscenza e visione degna dei nobili? È impossibile’” “Ma, studente, Pokkharasāti conosce le menti di tutti questi asceti e bramini, avendole lette con la propria mente?” “Signor Gotama, Pokkharasāti non conosce nemmeno la mente della sua serva Puṇṇikā, quindi come potrebbe leggere le menti di tutti quegli asceti e bramini?”

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