Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 676
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Immagina ci sia un tronco verde, ricco di linfa che giace nell’acqua. Poi arriva una persona con un bastoncino, pensando di accendere un fuoco e produrre calore. Cosa ne pensi, Bhāradvāja? Strofinando il bastoncino contro quel tronco verde e ricco di linfa che giace nell’acqua potrebbe accendere un fuoco e produrre calore?” “No, Signor Gotama. Perché questo? Perché è un tronco verde, ricco di linfa che giace nell’acqua. Quella persona alla fine si stancherebbe e frustrerebbe” “Allo stesso modo, Bhāradvāja, ci sono asceti e bramini che non vivono ritirati in corpo e mente dai piaceri dei sensi. Non hanno abbandonato o placato dentro di loro il desiderio, l’affezione, l’infatuazione, la sete, e la febbre per i piaceri dei sensi. Che provino o no sensazioni dolorose, pungenti, intense, e acute a causa del sovraffaticamento, sono incapaci di conoscenza e visione, del risveglio supremo. Questo fu il primo esempio che mi venne in mente.

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