“Sì, signore”, rispose Uttara. Si alzò dal proprio posto, si inchinò, e circomambulò Brahmāyu prima di partire per la terra di Videha dove il Buddha stava vagando. Passo dopo passo, arrivò dal Buddha e ci scambiò saluti. Una volta che i saluti e cordialità terminarono, si sedette a lato, e scrutò il suo corpo per trovare i trentadue segni di un grande uomo. Li vide tutti tranne due, su cui aveva dubbi: se le parti intime avevano prepuzio, e la grandezza della lingua. Allora il Buddha pensò: “Questo studente bramino Uttara vede tutti i segni tranne due, sui cui ha dubbi: se le parti intime hanno prepuzio, e la grandezza della lingua”. Allora il Buddha usò i propri poteri psichici per esprimere la volontà che Uttara vedesse le sue parti intime ricoperte da prepuzio. E tirò fuori la lingua toccandosi con essa avanti e indietro le orecchie e le narici, e si coprì l’intera fronte con la lingua. Allora Uttara pensò: “L’asceta Gotama possiede i trentadue segni. Perché non lo seguo e osservo il suo portamento?” Allora Uttara seguì il Buddha come un’ombra per sette mesi.