Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 345
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Detto ciò, il Buddha gli disse: “Ciambellano, se ciò che Uggāhamāna dice è vero, allora un neonato è un asceta invincibile, esperto del bene, che eccelle nel bene, e che ha raggiunto l’obiettivo supremo. Poiché un neonato non ha nemmeno il concetto di ‘corpo’, quindi come potrebbe compiere un’azione malvagia col corpo, oltre a gattonare? Un neonato non ha nemmeno il concetto di ‘parola’, quindi come potrebbe dire parole malvagie, oltre a piangere? Un neonato non ha nemmeno il concetto di ‘pensiero’, quindi come potrebbe fare pensieri malvagi, oltre a piagnucolare? Un neonato non ha nemmeno il concetto di ‘sostentamento’, quindi come potrebbe mantenersi attraverso un sostentamento malvagio, oltre al seno della madre? Se ciò che Uggāhamāna dice è vero, allora un neonato è un asceta invincibile, esperto del bene, che eccelle nel bene, e che ha raggiunto l’obiettivo supremo. Quando un individuo possiede quattro qualità lo descrivo non come un asceta invincibile, esperto del bene, che eccelle nel bene, e che ha raggiunto l’obiettivo supremo, ma come uno che ha raggiunto lo stesso livello di un neonato. Quali quattro? È quando non compie azioni malvagie col corpo, non dice parole malvagie, non fa pensieri malvagi, e non si mantiene attraverso un sostentamento malvagio. Quando un individuo possiede queste quattro qualità lo descrivo non come un asceta invincibile, ma come uno che ha raggiunto lo stesso livello di un neonato.

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