Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 670
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Prima del mio risveglio, quando non ero ancora risvegliato, ma ero alla ricerca del risveglio, pensavo: ‘La vita laica è inconveniente e impura, mentre la vita di chi lascia casa è aperta. Non è facile per chi vive a casa seguire il percorso spirituale in modo totalmente completo e puro, come un guscio lucidato. Perché non mi taglio capelli e barba, indosso l’abito marrone, e lascio la vita di casa per quella mendicante?’ Qualche tempo dopo, quando avevo ancora i capelli nero puro, benedetto dalla giovinezza, nel fiore degli anni, sebbene mia madre e mio padre non volessero, piangendo con facce piene di lacrime, mi tagliai capelli e barba, indossai l’abito marrone, e lasciai la vita di casa per quella mendicante. Una volta lasciata casa partii alla scoperta del bene, alla ricerca dello stato supremo di pace sublime. Andai da Āḷāra Kālāma e gli dissi: ‘Fratello Kālāma, desidero seguire il percorso spirituale secondo questo insegnamento e addestramento’. Āḷāra Kālāma rispose: ‘Rimani, venerabile. Questo insegnamento è tale che le persone giudiziose possano presto realizzare la tradizione con la propria conoscenza diretta e dimorare avendo raggiunto ciò’. Presto memorizzai quell’insegnamento. Per quanto riguarda la memorizzazione e recita orale, parlavo della dottrina della conoscenza, della dottrina degli anziani. Dicevo di conoscere e vedere, e così facevano gli altri. Poi pensai: ‘Non è solo per fede che Āḷāra Kālāma dichiara: “Ho realizzato questo insegnamento con la mia conoscenza diretta, e dimoro avendo raggiunto ciò”. Sicuramente dimora conoscendo e vedendo questo insegnamento’.

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