Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava in una foresta vicino a Icchānaṅgala. In quell’occasione vari bramini illustri e benestanti risiedevano a Icchānaṅgala. Tra loro c’erano i bramini Caṅkī, Tārukkha, Pokkharasāti, Jānussoṇi, Todeyya, e altri. Mentre gli studenti braminici Vāseṭṭha e Bhāradvāja facevano una passeggiata, iniziarono a discutere sulla domanda: “Come si diventa un bramino?” Bhāradvāja disse: “Quando si è di buona casta da entrambi i lati di madre e padre, di discendenza pura, con genealogia inconfutabile e impeccabile fino alla settima generazione paterna, allora si è un bramino”. Vāseṭṭha disse: “Quando si è etici e si adempiono i propri compiti, allora si è un bramino”. Ma nessuno dei due era in grado di persuadere l’altro.