Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 485
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Al mattino il Venerabile Aṅgulimāla si vestì e, prendendo la propria ciotola e abito, entrò a Sāvatthī per l’elemosina. Mentre vagava indiscriminatamente per l’elemosina, vide una donna angosciata in difficile travaglio. Vedendo ciò, pensò: “Oh, gli esseri viventi patiscono tanto strazio! Oh, gli esseri viventi patiscono tanto strazio!” Poi vagò per l’elemosina a Sāvatthī. Dopo il pasto, al ritorno dalla questua, andò dal Buddha, si inchinò, si sedette a lato, e gli riferì ciò che era accaduto. Il Buddha gli disse: “Beh, allora, Aṅgulimāla, vai da quella donna e dille questo: ‘Da quando sono nato, sorella, non ricordo di aver tolto la vita intenzionalmente ad alcun essere vivente. Dal potere di questa verità, che entrambi tu e il tuo bambino siate al sicuro’” “Ma, Signore, questo non sarebbe raccontare deliberatamente una bugia? Dato che io ho ucciso intenzionalmente molti esseri viventi” “In questo caso, Aṅgulimāla, vai da quella donna e dì questo: ‘Da quando sono nato nella nascita nobile, sorella, non ricordo di aver tolto la vita intenzionalmente ad alcun essere vivente. Dal potere di questa verità, che entrambi tu e il tuo bambino siate al sicuro’” “Sì, Signore”, rispose Aṅgulimāla. Andò da quella donna e disse: “Da quando sono nato nella nascita nobile, sorella, non ricordo di aver tolto la vita intenzionalmente ad alcun essere vivente. Dal potere di questa verità, che entrambi tu e il tuo bambino siate al sicuro”. Quindi la donna fu al sicuro, e così anche il suo bambino.

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