Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 180
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Poi nel tardo pomeriggio, Udāyī uscì da ritiro e andò dal Buddha. Si inchinò, si sedette a lato, e gli disse: “Proprio ora, Signore, mentre ero in ritiro privato, mi venne in mente questo pensiero: ‘Il Buddha ci ha liberati da così tante cose che portano sofferenza e ci ha donato così tante cose che portano felicità! Ci ha liberati da così tante cose cattive e ci ha donato così tante cose buone!’ Poiché mangiavamo la sera, la mattina, e all’ora sbagliata del giorno. Ma poi arrivò il momento in cui il Buddha si rivolse ai monaci, dicendo: ‘Per favore, monaci, rinunciate a quel pasto all’ora sbagliata del giorno’. Quando questo accadde, ci intristimmo e turbammo: ‘Ma questi laici fedeli ci danno cibi deliziosi freschi e cotti all’ora sbagliata del giorno. E il Beato ci dice di rinunciarci! Il Santo ci dice di lasciarli andare!’ Ma considerando il nostro affetto e rispetto per il Buddha, e il nostro senso di coscienza e prudenza, rinunciammo a quel pasto all’ora sbagliata del giorno. Allora mangiavamo la sera e al mattino. Ma poi arrivò il momento in cui il Buddha si rivolse ai monaci, dicendo: ‘Per favore, monaci, rinunciate a quel pasto all’ora sbagliata della sera’. Quando questo accadde, ci intristimmo e turbammo: ‘Ma quello è considerato il più delizioso dei due pasti. E il Beato ci dice di rinunciarci! Il Santo ci dice di lasciarlo andare!’

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